Ci sarebbe un nesso causale fra l’esposizione alle polveri di amianto e l’insorgenza del carcinoma polmonare
in soggetto fumatore e per la prima volta è stato riconosciuto dalla Cassazione in via definitiva in un
tribunale. Di fatto è stato dunque riconosciuto finalmente l’effetto sinergico amianto-fumo per il cancro del
polmone e si è trattato di una sentenza esemplare. Il caso riguarda il verdetto della Corte di Cassazione che
ha condannato a due anni di reclusione un ammiraglio per la morte di un meccanico navale, deceduto per
carcinoma polmonare dopo 36 anni di servizio sulle navi della Marina Militare ‘cariche di amianto‘.

La sentenza della Quarta sezione penale della Suprema Corte ha confermato la pronuncia di condanna emessa
dalla Corte di Appello di Venezia il 22 giugno 2022. L’ alto ufficiale era stato direttore generale di
Marispesan, ovvero l’Ispettorato di Sanità della Marina Militare dal 1983 al 1987, poi direttore della
Difesa, la Direzione Generale della Sanità Militare dal 1988 al 1990.

La vittima è scomparsa pochi mesi dopo la diagnosi

Il meccanico navale è morto nel 2010, pochi mesi dopo la diagnosi di carcinoma polmonare. Aveva lavorato
sulle navi dal settembre 1957 al marzo 1993, come addetto alle caldaie, guardia macchina e addetto alle
motrici, “espletando dunque alcune delle attività fra le più esponenti alle gravissime patologie causate
dall’amianto, in luoghi dove maggiormente l’amianto si deteriorava a causa del calore e delle forti vibrazioni
presenti sia nei locali caldaie che nelle motrici di poppa”, si legge nelle carte portate in tribunale.

La sentenza apre nuovi scenari per i malati da amianto

Questa decisione della Cassazione in concreto apre uno scenario nuovo e sicuramente rappresenta un
importante tassello nella lotta pluriennale delle varie associazioni in tanti processi e in tante sedi per
ottenere giustizia e verità per i tumori polmonari in soggetti esposti ad amianto e anche fumatori. Le
associazioni che sostengono le vittime di amianto hanno assicurato che continueranno la battaglia per il
riconoscimento delle responsabilità dei vertici della Marina Militare, che non hanno provveduto, a suo
tempo, all’attivazione di tutte le procedure di sicurezza e tutela per i lavoratori.