Morti da amianto. Tredici condanne, con pene da un anno a un anno e otto mesi, per omicidio colposo plurimo: è quanto richiesto dal Sostituto Procuratore di Verbania, al termine della requisitoria del processo EniChem 1 che vede imputati 13 tra direttori di stabilimento, amministratori e membri dei cda delle quattro società (Rumianca, Anic, EniChimica Secondaria ed EniChem Synthesis) che, tra gli anni ’70 e la metà degli anni ’90, hanno gestito l’impianto chimico di Pieve Vergonte, nel Verbano-Cusio-Ossola.
Morti da amianto, due mesoteliomi e un tumore in ex lavoratori a Pieve Vergonte
La vicenda riguarda la morte di tre ex dipendenti che hanno lavorato nello stabilimento: due di loro sono stati colpiti da mesotelioma della pleura, il terzo da tumore polmonare. Per l’accusa, i decessi sono da imputare all’amianto con cui sono venuti a contatto per molti anni, anche un decennio.
Lo stabilimento chimico nacque tra il 1915 e il 1920: negli anni la produzione è stata riconvertita diverse volte ma è stato solo a partire dal 1996 che si è iniziato a parlare di un sito altamente inquinante. Una rilevazione fatta dal Laboratorio Cantonale di Lugano sulle acque del Lago Maggiore evidenziò, infatti, la presenza di materiali pericolosi.
Per l’accusa i danni erano prevedibili
Secondo il pm, le morti da amianto sono dovute alla presenza di asbesto: nella requisitoria si è parlato di “grandi quantitativi di amianto” usato “massicciamente e ubiquitariamente” e quantificato in almeno “226 tonnellate: quasi 140mila kg in matrice compatta e 87mila kg in matrice friabile”, cioè di una consistenza che lo rendeva sbriciolabile con le mani.
L’amianto presente nello stabilimento, ha aggiunto il pm, era crocidolite e amosite, ritenuti i sottotipi peggiori per i rischi per la salute per via della forma e della capacità di danneggiare i tessuti. Danni che, secondo l’accusa, erano “altamente prevedibili” e ciononostante ignorati, al punto che – come riportato in una nota, redatta da un ex lavoratore, relativa al periodo che va dal 1982 al 1992 e citata nel corso della requisitoria – nel magazzino generale dello stabilimento vi era uno spazio, definito proprio “reparto amianto”, contenente 90 tipologie diversi di prodotti in amianto, per complessivi 2.500 chilogrammi.







Comments are closed.